Cos’è ST.AR.T

Che cos'è ST.AR.T - Street Art, Comunità e Territorio

COS’È ST.AR.T

ST.AR.T è un “non convegno” che non prova a rispondere ma a porre nuove domande sul tema del rapporto tra Street Art, Comunità e Territorio. Per sollecitare la riflessione, per definire il quadro d’analisi, per impostare un metodo che evita gli slogan, cercando di far emergere le questioni su cui esercitare il ragionamento collettivo.

L’obiettivo di massima è affrontare le questioni connesse alla definizione, alla rappresentazione, al ruolo, alle funzioni dell’arte pubblica per: offrire conoscenze e competenze condivise attraverso le esperienze realizzate e consentire di costruire insieme una “cassetta degli attrezzi”; sollecitare sperimentazioni, tenendo conto degli impatti e della scalabilità delle soluzioni proposte.

DI COSA PARLIAMO

L’argomento principale di START non è tanto la Street Art, tantomeno l’“arte di strada”, ma arte urbana e nello specifico: pittura urbana nella sua declinazione nota come muralismo (nelle diverse declinazioni e dimensioni). La Street Art è una pratica spontanea a responsabilità individuale. Senza il suo avvento non avremmo il muralismo. Per questo quella che definiamo Arte Urbana non è che Street Art organizzata e a responsabilità condivisa, in dialogo con le istituzioni.

L’ecosistema generativo di questo fenomeno ha compiuto 20 anni e ha già maturato una sua tassonomia condivisa delle pratiche. È opinione comune, sia nella comunità artistica che scientifica, che per Street Art si intenda l’applicazione del paradigma così sintetizzabile: “per fare una cosa bella nello spazio pubblico non devo chiedere il permesso”. La Street Art si riferisce quindi alla categoria estetica del “bello” (l’arte contemporanea, invece, si riferisce alla categoria estetica “dell’interessante”) e questo “bello” deve essere sincronico con la sfida all’auctoritas.

Non è quindi la Street Art il tema del nostro convegno, non sfidando questa iniziativa nessuna autorità se non quella della passività e non è nemmeno la creatività. START si propone invece di indagare e problematizzare la relazione tra arte, vita ordinaria e la gestione dei suoi esiti nei vari ambiti coinvolti, con particolare riferimento alla città e alla cittadinanza.

COME NE PARLIAMO

START affronta il tema sopra descritto con un approccio cognitivo, finalizzato alla migliore comprensione del fenomeno, partendo dalle istanze che esso genera. In tal senso, quindi, le azioni, i casi, le esperienze non saranno né oggetti specifici di indagine (il singolo caso non modellizza né definisce nulla), né voci da sgranare nell’ennesima collezione di buone pratiche. Saranno invece oggetti da problematizzare, in modo da far emergere le istanze che possono generare (effetti sulla cittadinanza, dinamiche con l’istituzione, impatti sociali ed economici, modalità espositivo/produttive, relazioni con movimenti e tendenze artistiche etc.).Per tale motivo ogni caso sarà discusso dal punto di vista del processo: il prima (il contesto, la domanda, la necessità da cui è stata mossa l’azione); il durante (cosa è stato fatto e come), il dopo (risultati e processi ha saputo/potuto determinare).

Il centro del dibattitto non sono quindi i singoli casi, ma le istanze che generano. Questioni, problemi, dubbi, relazioni e visioni che compongono i cluster tematici che saranno oggetto di trattazione sia nelle plenarie sia nei tavoli.

La Plenaria è un catalogo di esposizioni frontali ad una platea pubblica. Potrà offrire degli interventi di apertura (saluti istituzionali, discorsi di benvenuto etc.) e di chiusura (sintesi operative, call to action etc.). Il cuore della plenaria, però, sono gli interventi dei relatori con cui offrire tesi o ipotesi sugli argomenti del convegno, orientare i tavoli e fornire impulso dialettico. Ogni relatore esporrà un documento da lui prodotto sullo specifico tema in oggetto.

I Tavoli sono dei focus group finalizzati alla rappresentazione di un repertorio di domande, che costituiscono le istanze comuni dei partecipanti al tavolo. I tavoli si organizzano quindi a partire da domande che, attraverso la discussione, producono una collezione di risposte particolari che vengono approfondite anche alla luce delle linee guide espresse in plenaria.

Plenarie e tavoli, per come sono concepiti, non sono la narrazione di casi di studio ma esperienze di descrizione/discussione dei temi (domande) che l’evento affronta. START è un’indagine conoscitiva delle istanze che solleva l’arte pubblica in relazione alle dimensioni artistiche che interroga, allo spazio in cui si manifesta (città e quartiere), ai rapporti che genera con la cittadinanza, le istituzioni e i diversi stakeholder locali.

CHI NE PARLA

Abbiamo parlato dei diversi livelli argomentativi del nostro evento, luoghi del discorso e della discussione che vede protagonisti relatori, facilitatori e partecipanti. Oltre ai facilitatori (referenti dei tavoli e promotori dell’evento) avranno un ruolo essenziale gli ospiti che si distribuiranno a seconda delle esigenze o come relatori delle due plenarie o come partecipanti dei diversi tavoli.

Gli ospiti sono suddivisi in tre categorie: Artisti, Visionari e Tecnici.

Anzitutto gli artisti, senza cui tutto questo non esisterebbe. Parliamo di figure che hanno influenzato la scena e hanno definito grammatica e sintassi del fare arte urbana, ma hanno anche storie e storia complessa, intrecciata col fare comunità, cittadinanza e pratica sociale.

Per quanto riguarda le categorie dei Visionari e dei Tecnici, i primi ci offriranno sguardi dall’alto, i secondi picchiate verticali su temi. Le questioni in gioco sono il rapporto tra libertà espressiva e necessità normativa dello spazio pubblico, analisi della committenza, dicotomie tra valore patrimoniale e valore sociale, le strategie generative di senso nello spazio pubblico e dello sviluppo della città etc.

MODALITÀ DI DISCUSSIONE

PLENARIE

È il momento in cui le carte si scoprono. Sia per dare inizio al gioco, sia per terminarlo (momentaneamente). Sono momenti in cui i relatori (siano essi artisti, visionari o tecnici) ci daranno delle direzioni su cui dialogare oppure restituiranno i risultati del dialogo appena avvenuto.

Se la plenaria del 8 febbraio avrà quindi lo scopo di orientare il lavoro sui tavoli che seguiranno, quella del 9 febbraio tenderà invece a raccontare i risultati del lavoro, dando uno scenario evolutivo per consegnare la discussione al prossimo appuntamento di START.

La partecipazione alle plenarie è aperta a tutti coloro che si sono iscritti ed eventualmente al pubblico fino a esaurimento dei posti.

TAVOLI

Composti da un numero variabile di persone (ospiti, relatori, pubblico) e coordinati dei referenti di tavolo, che svolgono mansioni di animazione e facilitazione. In termini operativi i facilitatori gestiranno i turni di parola, garantiranno l’equità di partecipazione e il rispetto del perimetro tematico del tavolo, animeranno il dibattito e orienteranno la discussione verso le necessarie generalizzazioni e, infine, avranno il compito di produrre la relazione finale di plenaria.

I tavoli sono aperti alla partecipazione delle persone iscritte tramite il sito, ai partecipanti alla plenaria e a eventuali ospiti.

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